Inquinamento: l’altra faccia della moneta

Nel corso dei millenni il genere umano ha dovuto far fronte a numerosi eventi che hanno messo a dura prova la sopravvivenza del genere tra cui epidemie, pandemie, carestie e guerre. Ad oggi il vero problema che affligge la nostra specie è l’inquinamento, che rappresenta un tema ricorrente nell’ultimo quarto di secolo. L’avvento dei combustibili fossili e dei loro derivati ha incrementato la soglia dell’inquinamento oltre un valore che difficilmente si potrà riportare alla normalità. La plastica rappresenta il vero tallone di Achille dell’ingegno umano, in quanto a monte non si è provveduto a pensare ad un corretto modo per smaltire l’ingente quantità di suddetti materiali.

Un pericolo per la salute e per l’ambiente

Questi polimeri possono rimanere nell’ambiente anche per centinaia di anni, ecco perché ancora oggi ci ritroviamo ad affrontare l’enorme problema delle microplastiche nell’oceano, che negli ultimi anni stanno rimodulando l’habitat e la dieta degli organismi che lo abitano. Ciò si riflette a specchio sul genere umano, che alimentandosi con la pesca, porta sul suo tavolo un cocktail di sostanze nocive che vanno dalle microplastiche ai metalli pesanti, i quali hanno la capacità di accumularsi nei nostri corpi e concorrere allo sviluppo di forme cliniche gravi. Altri materiali che sono nati dell’ingegno umano senza pensare alle conseguenze future sono i fluoroclorocarburi contenuti fino a pochi anni fa all’interno di profumi e bombolette spray, che hanno aperto a dispute tra le società distributrici e le associazioni ambientali. Questi gas hanno contribuito nel corso degli anni a dissolvere una parte dello strato dell’ozono presente nella nostra atmosfera, implicando un forte aumento dell’effetto serra che di fatto concorre con altri eventi al surriscaldamento globale, che oggi è al centro di dibattiti e conferenze. Successivamente l’uso di questi composti è stato bandito e soppiantato da altri gas con minore impatto sul nostro pianeta.

Un mostro di nome eternit

Ultimo ma non ultimo vi è l’eternit, un mix di cemento ed amianto usato nell’edilizia per le coibentature o come materiale per le coperture. Questo materiale venne largamente usato per tutto il corso del XX secolo rappresentando un’innovazione per numerose aziende. Ciò che a primo impatto poteva raffigurare una svolta nei materiali per l’edilizia, si è rivelato essere durante gli anni ‘60 un nemico della salute: l’usura di questi materiali porta al rilascio delle fibre di amianto, che se inalate anche per brevi periodi, possono portare allo sviluppo di forme cliniche gravi come il mesotelioma pleurico, collegato in seguito a studi specifici attraverso un nesso causa-effetto alle fibre di asbesto. Ad oggi l’opera di bonifica è quasi del tutto completa, ma purtroppo ancora si registrano eventi di scorretto smaltimento con conseguenze importanti sulla salute pubblica. È quindi fondamentale rivolgersi a società specializzate nel corretto smaltimento dell’eternit, come ad esempio NovaEcologica, che grazie alle conoscenze acquisite sul campo ne permette una rimozione in sicurezza sia per gli operatori che per la popolazione.